Ospedale Psichiatrico Provinciale di Brescia

E’ del 1797 l’istituzione da parte del Governo Provvisorio Bresciano di due reparti speciali per alienati mentali presso l’Ospedale Maggiore, uno nella sezione maschile, l’altro in quella femminile. Quando l’Ospedale venne trasferito nell’ex convento di S. Domenico, il manicomio maschile fu collocato nell’ex monastero - prima degli Umiliati, poi delle Agostiniane - detto della Maddalena, in fondo alla piazzetta di S. Lorenzo. La sezione femminile rimase invece presso l’Ospedale.
A partire dalla seconda metà del secolo XIX il numero di ricoverati aumentò, mentre i progressi della scienza inducevano sempre più medici bresciani a studiare i fenomeni di alienazione.
Nel 1865 lo Stato affidò alla Provincia il mantenimento degli alienati e dal 1877 la Deputazione cercò di far dichiarare provinciale il Manicomio.
Nel frattempo si moltiplicavano le denunce sul trattamento dei malati e sulla condizione degli ambienti: il numero sempre maggiore di ricoverati e l’inadeguatezza dei locali portò il Consiglio Provinciale a deliberare la costruzione di un nuovo Manicomio che venne aperto nel 1894. Lo stabile, costruito in aperta campagna, ad un chilometro e mezzo circa dalla città (quartiere S. Polo), constava di 24 fabbricati e occupava un’area di oltre 220.000 mq.
Con le nuove strutture erano migliorati anche i metodi di cura. Nel 1899 era approvato il regolamento interno per gli inferiori; nel 1934 un nuovo regolamento organico speciale.
Con l’aumentare dei degenti, nei primi anni del ‘900 venne operato un graduale trasferimento degli alienati in altri istituti di ricovero (Istituto Frenasteniche di Pontevico, Casa di Cura ai Pilastroni, Ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere). Dal 1960 l’Amministrazione Provinciale costruiva un padiglione aperto fuori del Manicomio (Reparto Aperto A. Gemelli), portando a 900 i posti letti.
Il Manicomio cessò la sua attività nel 1981, a seguito della legge che decretava la chiusura degli ospedali psichiatrici.

Dell’Ospedale Psichiatrico si conservano 37 buste di contabilità (mandati di pagamento e ordinativi d’entrata), 11 buste riguardanti lavori edili agli stabilimenti dell’istituto, una busta di gestione del personale, una di cartelle cliniche e una relativa al Reparto Aperto “Agostino Gemelli”, per un totale di 51 pezzi. Vi sono inoltre 145 registri tra prontuari (salari e caro-viveri al personale), conti consuntivi e giornali di cassa. Infine due registri del movimento degenti.


Consistenza dell’archivio: buste 51, registri 147
Estremi cronologici: 1797-1981

Ultima modifica: Gio, 07/06/2018 - 14:40